Ricordare Giuseppe Fava, giornalista assassinato dalla mafia
Insieme alla Fondazione Fava e al Centro Gapa di Catania, la Fondazione La città invisibile - che varie volte ha collaborato con l'Associazione Il Melograno - il 5 gennaio proporrà ai bambini catanesi un momento di approfondimento sul pensiero e le attività di Giuseppe Fava, il giornalista assassinato 30 anni fa dal clan Santapaola per aver denunciato le connessioni tra mafia, affari e politica. Per l'occasione i bambini dell'Orchestra infantile Falcone Borsellino (preparati dalla scuola di musica della Città invisibile e formati dai maestri venezuelani del Sistema Abreu, eseguiranno pezzi orchestrali di musica classica

diretti da Andrea La Monica, che si alterneranno alla recitazione di alcuni testi scritti da Fava. Saranno presenti il Procuratore Salvi, Salvatore e Chiara Borsellino, le associazioni Agende Rosse di Catania (Alfio Platania), l'associazione Atlas e i giornalisti de I Siciliani. Per finire è prevista la proiezione del cortometraggio realizzato dal giornalista Pino Finocchiaro su Fava preceduto da un intervento di Riccardo Orioles. L'importanza di conoscere il pensiero di Fava è stato colto da questi bambini già dal 2012, quando La città invisibileli ha coinvolti nel progetto dedicato a Pippo Fava di una libreria gratuita antimafia chiamata "Buon Libro", e sorta proprio dove viveva Santapaola, nel quartiere di San Cristoforo. I piccoli musicisti durante quest'anno, hanno incontrato l'esempio del giornalista catanese, esempio soprattutto di rigore nella ricerca della verità. Sono stati letti i suoi articoli e analizzati i suoi ragionamenti sulla mafia, specie quelli elaborati da Fava nel suo celebre articolo I quattro cavalieri dell'apocalisse mafiosa, su cui i ragazzini hanno avviato discussioni e domande ai volontari. "Come è possibile essere uccisi solo per aver scritto degli articoli?": questa è stat a la domanda che più spesso i bambini hanno rivolto ai volontari della Città invisibile. Domanda pertinente e non del tutto scontata che ha aperto a proficui dibattiti sul tema del rapporto tra verità, denuncia e giornalismo. "Suonerò più forte per Giuseppe Fava, perchè noi bambini spesso a scuola ci sentiamo come foglietti bianchi senza giustizia, e lui invece i foglietti li riempiva di parole vere", ha dichiarato la piccola M., 11 anni, di San Cristoforo, dopo aver partecipato ad uno degli incontri. Parole e musica dunque: cose vere, per far rivivere una delle personalità intellettuali migliori del nostro Paese, che grazie a questi bambini continuerà a far sentire la propria voce ancora per molto.