la tragedia del bimbo dimenticato in auto: lettera-appello di Luciana Mannucci Tuccimei
Non si è ancora spento l'orrore per la tragedia di un bimbo di due anni trovato senza vita a bordo di un'auto posteggiata alla periferia di Piacenza il 5 giugno scorso. Il padre - convinto di averlo portato all'asilo - in realtà lo aveva dimenticato in auto, nel parcheggio vicino al suo posto di lavoro. Gli uomini del 118 hanno tentato invano di rianimarlo. Il bimbo è morto per asfissia, ucciso dai 50 o 60 gradi di temperatura che l'interno della vettura aveva raggiunto. Pubblichiamo volentieri la lettera-appello della nostra socia Luciana Mannucci Tuccimei

COSTI MINIMI PER UN CONGEGNO SALVAVITA non è la prima volta che capita questa terribile tragedia del bambino morto in auto perché il genitore se ne è completamente dimenticato lasciandolo per ore chiuso dentro, magari sotto un caldo atroce. sembra che il piccolo di due anni sia rimasto legato al suo seggiolino per ore sotto il sole e alla fine si sia "addormentato" stremato per mancanza di ossigeno. povero bambino, povero padre e povera famiglia distrutta da un dolore enorme e per altro evitabile. tempi davvero difficili e carichi di stress che a volte ci fanno commettere errori così drammatici. purtroppo ormai è successo e so che anche in altre parti del mondo accadono disgrazie di questo tipo. mi rivolgo pertanto a tutti i costruttori di automobili che, attenti come sono ad inserire nelle proprie auto ogni tipo di congegni elettronici atti a migliorare comfort, prestazioni e sistemi di sicurezza per non farsi rubare la macchina, potrebbero inserire un optional in più proprio per situazioni così estreme come questa. un tipo di allarme acustico simile al pianto di un bambino insieme addirittura ad una richiesta di aiuto a gran voce di adulto. chiunque sarebbe immediatamente provocato a vedere e controllare cosa sta succedendo e magari salvare una vita umana. con le nuove tecnologie escogitare un congegno simile per dare l'allarme in caso di mancanza di ossigeno o di troppo calore in presenza di persone a bordo, bambini o anziani che siano, non dovrebbe essere così difficile per i costruttori e non credo che i costi sarebbero così elevati. l'allarme potrebbe scattare anche permettendo ai vetri di abbassarsi automaticamente. non voglio certo essere io a dare consigli ad esperti ingegneri ma questo ennesimo tragico episodio mi ha spinto a scrivere questa lettera nella speranza che qualcuno possa fare in futuro qualcosa per evitare cose così terribili. LUCIANA MANNUCCI TUCCIMEI