21/01/2018
I libri senza parole
I libri senza parole: dal 1946 ad oggi una mostra in continuo movimento. Se vi siete trovati al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 16 al 21 ottobre 2017 avrete notato un gruppo di appassionati di albi illustrati partecipare con entusiasmo agli incontri di formazione, organizzati all’interno della mostra sui silent book provenienti da tutto il mondo, a cura della sezione italiana IBBY (International Board on Books for Young People ). Si è trattato di un corso rivolto ad insegnanti, bibliotecari e volontari della lettura che si è svolto all’interno della mostra Libri senza parole. Destinazione Lampedusa biennale alla sua seconda edizione.

 I libri, raccolti dall’associazione IBBY da vari paesi del mondo, hanno permesso di aprire la Biblioteca per ragazzi a Lampedusa, dedicata ai bambini e ragazzi che vivono sull'isola e ai giovani ospiti del Centro di Primo Soccorso e Accoglienza. Inoltre al Palazzo delle Esposizioni esiste raccolta di oltre 250 albi senza parole nello Scaffale d’arte a disposizione di ricercatori, docenti e appassionati. La raccolta diviene anche mostra bibliografica itinerante, che può circolare a richiesta in Italia e all'estero. La raccolta di libri donati da biblioteche, associazioni, scuole e privati cittadini dai cinque continenti è il segno distintivo di IBBY ed è stata proprio la fondatrice di IBBY , Jella Lepman , ad inventare questo geniale sistema per creare mostre di albi illustrati ed intere biblioteche. Lo scopo principale della Lepman nell'immedaito  dopoguerra era quello di disintossicare l’infanzia tedesca dal nazismo e di costruire un futuro migliore dalle ceneri della seconda guerra mondiale. Lei ebrea scampata alle deportazioni, finita la seconda guerra mondiale, fu incaricata dall’esercito americano di svolgere questa missione: inventarsi un programma per aiutare i bambini tedeschi a non ripetere gli errori della generazione precedente. La prima reazione della Lepman, alla quale la Germania nazista aveva tolto tutto, fu di rifiuto; ma poi non potè non pensare ai bambini tedeschi come a vittime innocenti e cambiò idea: “Arrivai a rendermi conto sempre più chiaramente che non dovevo guardare indietro ma al futuro e che dovevo cominciare dai bambini. Difficilmente potevo mettere in dubbio la solidità di questo pensiero. Che diritto avevo di dire no?” (“La strada di Jella. Prima fermata Monaco” , SINNOS, 2009). Per dare continuità al suo progetto nel 1952 Jella Lepman fonda IBBY a conclusione di una Conferenza Internazionale per la pace nel mondo proprio a partire dai libri per bambini. Oggi all’associazione International Board on Book for Young People aderiscono più di settanta Paesi in tutto il mondo. I volontari di IBBY ispirandosi all’esempio di questa donna coraggiosa e lungimirante proseguono ancora oggi l’opera di recupero e sostegno dell’infanzia in difficoltà attraverso i libri. Oggi come allora i libri senza parole o silent book raccontano storie attraverso le illustrazioni, superando quindi le barriere linguistiche e culturali. Per questo motivo possono essere letti e compresi da bambini di origini diverse, sono quindi uno strumento per comunicare e dialogare con i piccoli immigrati di Lampedusa ma, come raccontano i volontari di IBBY- Italia , anche con gli adulti. Nella biblioteca di Lampedusa infatti gli operatori IBBY non si occupano solo di letture per bambini ma propongono libri a chiunque si trova lontano dalla propria terra, in condizioni difficoltose. A Lampedusa spesso sono i ragazzi migranti più grandi ad animare le letture. Una delle volontarie della Biblioteca di Lampedusa - Anna Villani – racconta: “ Per instaurare un dialogo con i bambini approdati sull’isola dopo un tremendo viaggio sulle carrette del mare ho usato il libro "L'Approdo", un libro molto lungo da leggere ma pieno di particolari tanto che si può scegliere una pagina e lavorare solo su quella. Pensavo che un albo illustrato potesse essere interessante solo per i bambini e che fosse improponibile per i ragazzi più grandi, invece con mia grande sorpresa ho visto un ragazzo di 21 anni tunisino entrato per la prima volta in Biblioteca di Lampedusa. Il giovane migrante ha scelto proprio quel libro dallo scaffale lo ha letto da solo, ha guardato con attenzione tutte le illustrazioni e poi è scoppiato in lacrime”. Deborah Soria , altra volontaria IBBY e Responsabile della Biblioteca di Lampedusa, spiega di aver contribuito sia come libraria che come volontaria di IBBY Italia alla nascita della Biblioteca di Lampedusa nel 2012. “La Biblioteca di Lampedusa – racconta la Soria - nasce da una raccolta di libri senza parole provenienti da tutto il mondo . La biblioteca forse è un pò caotica, ma noi ci sappiamo girare. I libri continuano ad arrivare donati da enti pubblici e privati da vari paesi del mondo. Noi teniamo conto anche delle richieste dei piccoli frequentatori : se un bambino chiede libri sulle giraffe allora si cercano libri su questo tema”. I curatori della mostra e formatori del corso “I libri senza parole” sono volontari culturali di IBBY appassionati ed esperti di silent book, tutti impegnati nella Biblioteca di Lampedusa. Per loro i libri sono uno strumento indispensabile per aprire un ponte di dialogo con i migranti. “Un libro – prosegue la Soria - è un'offerta di ospitalità, il mediatore cerca di portare accoglienza. La biblioteca di Lampedusa è un patrimonio per tutta la comunità di Lampedusa: per i cittadini e non solo per i migranti. Facciamo in modo che in biblioteca siano sempre presenti dei mediatori culturali, che non si occupano solo di letture ma anche di garantire continuità . Infatti , come afferma Michel Petit, "attraverso la mediazione orale si possono coinvolgere i partecipanti ma per poter portare avanti il progetto bisogna anche cercare sostegno e finanziamenti." Mariella Bertelli, un’altra storica volontaria IBBY e bibliotecaria della Biblioteca Comunale di Toronto, è una story teller che sa guardare dentro la propria vita per costruire nuovi racconti. “Quando ci siamo accorti per la prima vlta di essere soli? – si chiede la Bertelli- quando abbiamo avuto bisogno di uno spazio tutto per noi. Il mio spazio preferito , quasi sacro era sotto la tenda di un balcone sul terrazzo dove avevo il mio contatto con l'immaginario. Forse in quei momenti infantili è nata la mia vocazione di story teller. Il mio libro preferito è un albo illustrato una raccolta di storie raccolte da una scrittrice canadese, storie di giovani che sono dovute scappare da dove abitavano. Inizia con una storia di una giovane ebrea che scappava dalla Germania nazista. Lei e le sue amiche sono dovute tornare indietro perché nessuno stato le ha accettate. A questa storia ne seguono altre di fughe e di migrazioni”. La sfida di creare una biblioteca a Lampedusa è stata quella di proporre libri a migranti disperati bisognosi di tutto e privati delle riposte ai bisogni fondamentali. Ma IBBY si è ispirata proprio alla fondatrice Jella Lepman secondo la quale infatti i libri sono “cibo per la mente” indispensabile per crescere da uomini liberi. Quando Jella Lepman nel 1945 arriva in Germania si accorge che la situazione del dopoguerra dei bambini tedesca è disperata : affamati e a volte orfani vagavano tra le macerie in cerca di cibo. Lei prima di lasciare la Germania durante il nazifascismo era animatrice di un circolo di lettura per i figli di operai di una fabbrica di sigarette. Anche a partire da questa esperienza la Lepman decide che per realizzare il programma post-nazismo è necessario partire dai libri per l’infanzia nella convinzione che i bambini non solo sono cittadini di domani ma che lo sono già oggi. Era convinta che si potesse curare l’infanzia tedesca dai traumi della guerra e dalla devastazione del nazismo attraverso i libri.  
Elena Zizioli, professoressa di letteratura per l'infanzia presso l'Università di Roma Tre e formatrice IBBY racconta come il suo impegno per la biblioteca di Lampedusa è anche divenuto oggetto della sua ricerca.
I risultati del suo studio sono nel libro "I tesori della letteratura dell'isola" ed. Sinnos, che raccoglie anche esperienze e riflessioni di tanti altri operatori IBBY.
“La lettura a scuola – spiega la prof.ssa Zizioli - è intesa come obbligo, ma in realtà non si trasmette ai bambini che la lettura è un diritto anche nella Dichiarazione dei Diritti dell'Infanzia. I libri possono aprire
nuove strade di conoscenza, creare opportunità perché attraverso la lettura si forma una coscienza libera. La biblioteca di Lampedusa vuole essere uno spazio libero di conoscenza e di incontro tra culture diverse.
I bambini che approdano a Lampedusa hanno bisogno di tutto e i libri che gli offriamo certamente non gli risolvono i problemi vitali. Sono però convinta che i libri gli offrano delle opportunità, come Jella Lepman fece con i bambini tedeschi. Altro aspetto della lettura è a mio avviso farsi carico di un impegno civile e sociale. Per spiegare questo
concetto utilizzo un termine di mia invenzione : il lettore "coscientizzato", vale a dire che attraverso la lettura si diventa cittadini consapevoli. Attraverso la lettura è possibile contrastare il rischio della
colonizzazione da parte della cultura di massa : siamo bombardati continuamente da immagini a volte non buone e rischiamo di subirle passivamente. Diventando lettori consapevoli possiamo sviluppare una
coscienza critica essere e controllare il rapporto orizzontale con gli input esterni . Inoltre dobbiamo tenere presente ed insegnare nelle scuole che leggere non è solo un piacere per se stessi, ma che possiamo trasferire ad altri le competenze e le conoscenze che acquisiamo dalla lettura . Lo scambio di informazioni sulle letture crea relazioni con una forte valenza educativa. Educhiamo i giovani a riscoprire la percezione del “bello” inteso come canone universale e non quello della logica commerciale per cui è bello tutto ciò che è di moda o ha un prezzo. Mi piace a questo proposito ricordare la frase di Gianni Rodari : Vorrei che tutti leggessero non per diventare letterati o poeti ma perché nessuno sia più schiavo. L’acquisizione della capacità di leggere in autonomia è a mio avviso garanzia di libertà”.
Jella Lepman infatti era convinta che proprio attraverso il libri i bambini tedeschi sarebbero potuti diventare adulti capaci di scelte consapevoli e quindi uomini liberi.
E’ stato quindi drammatico per la Lepman constatare che nella Germania del dopoguerra non c'erano libri per l'infanzia. Hitler infatti aveva censurato e bruciato tutti i libri, anche quelli per bambini, che non fossero in linea con il nazismo. Tra i libri eliminati dalla furia nazista anche il “Toro Ferdinando” di Leaf Munro e Robert Lawson recentemente ripubblicato in Italia da Fabbri Editore. Il protagonista di questa la storia è un giovane torello amante dei fiori che si rifiuta di combattere nella corrida, certamente di “cattivo esempio” all’infanzia tedesca che Hitler voleva allevare come adulti educati alla cieca obbedienza. Jella doveva trovare buoni libri per i bambini tedeschi e decide di scrivere un appello internazionale per una raccolta di albi illustrati. I libri arrivarono inaspettatamente da tantissimi paesi e servirono per realizzare la prima mostra internazionale di libri dell'infanzia. Coinvolgere tanti paesi del mondo è stata una scelta rivoluzionaria perché ha richiamato ad una azione di pace e di responsabilità tutte le nazioni. Nel 1946, grazie al suo lavoro, prende concretamente vita la prima Mostra Internazionale di Letteratura per bambini che da allora non ha mai smesso di viaggiare da un paese all’altro. Jella mette in mostra anche libri bruciati dal nazismo come Il Toro Ferdinando. La filosofia di Jella era quella di partire dai consigli della gente, che lei appuntava in vari foglietti infilati in una scatolina che si portava sempre dietro. Al Palazzo delle Esposizioni in Via Nazionale a Roma IBBY, in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma Capitale (ISBCC), ha creato anche una biblioteca degli albi illustrati ad accesso gratuito ed aperta al pubblico negli orari del Museo. Paolo Fallai, Presidente dell’Istituzione Biblioteche di Roma Capitale, intervenuto in una conferenza all’interno della mostra ha mostrato grande interesse e ammirazione per l’opera di IBBY sia al Palazzo delle Esposizioni che a Lampedusa. “Quando la biblioteca di Lampedusa nasceva nel 2012 – racconta Fallai- io c’ero perché ho seguito, in tempi non sospetti, come giornalista la crescita e l’affermarsi di un progetto che sembrava una scelta folle perché controcorrente, perché si volevano aiutare i migranti con i libri e tutto sulla forza di pochi ma determinati volontari. Oltretutto si raccoglievano libri senza parole ; una vera follia! Posso raccontare un aneddoto che la dice lunga sulla considerazione che si ha in genere degli albi illustrati . Non molti anni fa la Rossellina Archinto (fondatrice nel 1985 della storica casa editrice EMME Edizioni) per risparmiare mandava a stampare libri in Albania. La cassa con svariate centinaia di albi illustrati non arrivava e dopo varie ricerche l’Archinto venne a sapere che i plichi con i volumi erano stati bloccati alla dogana perché - pur essendo stati dichiarati libri -  erano  senza parole ed alla dogana avevano pensato che ci fosse un errore!!! La biblioteca di Lampedusa e Lo Scaffale d’Arte al Palazzo delle Esposizioni a Roma sono collegati dalla storia dell’arte e ci tengo a ricordare che al Palazzo delle Esposizioni di Roma sono ben 15 anni che si svolgono laboratori d’arte per tutte le età” La collezione di libri, tra i quali molti pop–up, ha come filo conduttore l'arte e fa parte del circuito ISBCC e i 2000 volumi sono divisi in varie sezioni tra cui la professionale ( la sezione rivolta agli educatori ). I primi libri ad essere acquisiti sono stati quelli di Bruno Munari al quale abbiamo dedicato una sezione a parte. La biblioteca, in sintonia con lo spirito della Lepman, è internazionale e vi trovano libri francesi, coreani, inglesi, ecc. I libri di storia dell’arte dal secolo scorso ad oggi comprendono monografie di artista o titoli generici, ma anche libri di design e architettura tra cui la grand parade dell'arte. Il libro Zoom di Istvan Banyai ad esempio presenta un modo di fare immagine partendo dal particolare per arrivare progressivamente alla figura intera. “Questo libro – ha spiegato Giulia Franchi una delle curatrici della biblioteca - è un grande esempio di silent book perché è esercizio visivo : educa a guardare con occhi diversi la realtà ed è al tempo stesso educazione all'arte. Abbiamo libri di Roberto Innocenti che è un illustratore quasi cinematografico. Un libro del francese Hervé Tullet invece è un libro laboratorio adatto a tutte le età che provoca stupore e lettura interattiva. In questa biblioteca troverete i classici della letteratura per ragazzi e che hanno cambiato il volto dell'editoria. Nel 2014 abbiamo fatto una mostra di libri che si chiamava "i nostri anni '70" reperendo libri che sono ormai fuori commercio ma che hanno cambiato profondamente l’editoria per ragazzi. Il catalogo di quella mostra, che troverete in questa biblioteca, è uscito per i tipi della Corraini in collaborazione l’Istituzione Biblioteche di Roma Capitale . Gli anni '70 hanno prodotto dei giganti del libro per ragazzi come Munari, Lionni, Sendack”. Si fa strada in quegli anni una nuova concezione del giovane lettore, non lo si pensa più come un lettore di serie B ma si adattano storie per adulti al giovane pubblico: i contenuti diventano la politica, l’intercultura, la vita in generale. Anche l’illustrazione non è più una forma grafica di di accompagnamento al testo, ma guadagna un suo ruolo indipendente e complementare alle pagine scritte. Anche prima degli anni ’70 trovano fortuna autori come Sendak con il suo libro rivoluzionario Nel paese dei mostri selvaggi e Piccolo blu e piccolo giallo di Lionni . Sono libri intramontabili che sono riediti da quasi 70 anni. Nella biblioteca del Palazzo delle Esposizioni i volontari IBBY organizzano ; corsi per adulti, percorsi tematici (su abbecedari, colori, intercultura, ecc. ) con relative attività, mostre tematiche ad esempio sul corpo e sulla scienza. La Sezione Libri Tattili nasce dalla mostra "Senzi unici" che sarà ospitata all’interno di un liceo per l’Alternanza Scuola Lavoro. IBBY infatti si occupa anche di disabilità, e cura una bibliografia di libri accessibili selezionati da un comitato scientifico. Grazie allo scaffale per la disabilità si realizzano incontri per bambini sordo-muti, ciechi, autistici ma tenendo ben presente che si vogliono ghettizzare queste categorie di lettori ma anzi includerli nelle iniziative aperte a tutti. Vi invito a visonare un bellissimo video “Alessia, i suoi compagni e i libri senza parole” su queste attività di letture inclusive al link : https://www.palazzoesposizioni.it/media/alessia-i-suoi-compagni-e-i-libri-senza-parole .  Giovanna Micaglio